Il 19 novembre 2012, presso il MLAC (Museo Laboratorio di Arte Contemporanea) dell’Università di Roma “Sapienza”, si aprirà la mostra “Sapienza Razionalista”.
Il percorso intende sottoporre all’attenzione del pubblico alcuni aspetti dell’architettura degli anni ’30, concentrandosi sulle strutture della Città Universitaria della Sapienza di Roma, illustrando così una fase fondamentale dell’architettura italiana di quel periodo.
Sappiamo che il 31 marzo del 1935, alla presenza del re Vittorio Emanuele III, viene inaugurata la nuova città universitaria di Roma. La realizzazione del progetto è affidata a una serie di architetti che realizzeranno, sull’impostazione generale di Marcello Piacentini, il nuovo centro di ricerca e didattica. Fin dal 1930, infatti, lo Stato aveva destinato alla costruzione della nuova Città Universitaria, un’area di 22 ettari situata nella zona orientale della città, tra Castro Pretorio e via Tiburtina.
Nel 1932 Marcello Piacentini ottenne l’incarico di redigere il piano generale del nuovo ateneo e di dirigerne i lavori, chiamando a collaborare al progetto una serie di giovani architetti scelti accuratamente tra i razionalisti (Pagano, Capponi, Michelucci), in parte tra gli accademici (Rapisardi, Foschini) e in parte tra coloro che avevano assunto posizioni intermedie più sfumate (Aschieri, Ponti). La scelta degli architetti è indubbiamente il risultato di un attento dosaggio che si basa per un verso sull’omogeneità di persone che, pur avendo posizioni diverse, appartengono alla stessa generazione (fatta eccezione per lo stesso Piacentini, per Foschini, e per i giovanissimi Giorgio Calza Bini, Saverio Muratori e Francesco Fariello). Nonostante le difficoltà derivanti dai diversi orientamenti dei progettisti, Piacentini si propose come mediatore di posizioni estremiste, dettando per ciascun architetto coinvolto le prime direzioni progettuali.
Dapprima impostò lo schema plani volumetrico secondo un impianto “basilicale” che prevedeva un percorso principale in asse con una grande piazza che ripropone, nelle dimensioni, le proporzioni del Circo Agonale di piazza Navona e, nella forma generale, lo spazio del Foro e dell’Agorà classici.
In un secondo tempo, i singoli progetti furono elaborati su indicazioni dell’architetto e, nel tentativo di uniformare al massimo gli edifici tra loro, rendendoli più armonici e meno monumentali, alcuni subirono modifiche significative in fase di realizzazione. A tale scopo, ogni progettista dovette infatti rinunciare a qualcosa, depurando al massimo il proprio linguaggio e riducendolo ad un semplice gioco di volumi. La distribuzione degli edifici risulta tutt’oggi rigorosamente simmetrica, mentre più libertà è lasciata all’articolazione dei volumi.
L’ingresso principale, che si affaccia sul piazzale Aldo Moro, è marcato dai propilei di Arnaldo Foschini, che realizza anche l’Istituto di Igiene e la Clinica Ortopedica, dando inizio al percorso assiale della Città. Seguono poi l’Istituto di Fisica di Pagano e il suo gemello, quello di Chimica di Pietro Aschieri, che vanno a definire anche il lato occidentale della grande piazza su cui si affacciano l’Istituto di Mineralogia di Michelucci, la Facoltà di Giurisprudenza di Rapisardi, il Rettorato dello stesso Piacentini, la Facoltà di Lettere ancora di Rapisardi e la Scuola di Matematica di Gio Ponti. Gli Istituti di Fisiologia, di Michelucci, e quello di Botanica, di Giuseppe Capponi, sorgono alle spalle del Rettorato, mentre i servizi generali si trovano in edifici più decentrati (il Dopolavoro Universitario di Gaetano Minnucci, poi divenuto Teatro Ateneo, la sede della Milizia Universitaria, oggi demolita per la costruzione del Centro per i Servizi Generali, di Minnucci e Eugenio Montuori, il Quadriportico Commemorativo con in Monumento agli studenti caduti, ancora di Montuori, in parte demolito per costruire la Cappella, oggi trasformata in asilo nido e la casa dello studente, opera di Giorgio Calza Bini, Fariello e Muratori). Prima della guerra furono inoltre costruiti l’Istituto di Geochimica, accanto a quello di Mineralogia e la Tipografia, opera di Francesco Guidi e Montuori. Nel 1950 furono poi realizzati l’Istituto di Storia della Medicina e, su progetto di Piacentini, la Cappella Universitaria. Nel corso degli anni la gran parte degli edifici ha subito parziali modifiche, mentre a partire dagli anni Sessanta il complesso è stato integrato con nuove costruzioni.
L’esempio di Razionalismo, dimostrato nella Città Universitaria di Roma, ha coinvolto diversi progettisti italiani nel modo di concepire l’architettura dagli anni ‘30 in poi, dando prova che la lezione funzionalista aveva generato entusiasmi nei nuovi architetti nascenti.
L’edificio della ex GIL di Campobasso, costruito nel 1938 dall’Architetto Prof. Dominico Filippone, fu considerato da tutti come esemplare di questa architettura, collocandosi temporaneamente subito dopo gli esempi romani della Città Universitaria. La costruzione (deturpata nel 1992 dall’abbattimento di alcune parti) presentava una planimetria a U e si componeva di un corpo centrale a due piani per gli uffici e da due corpi laterali, a un solo livello, comprendenti il teatro e la palestra. Il portico di accesso a quest’ultimo ambiente era decorato da affreschi di G. Piccolo, ispirati allo sport e alle attività ginniche. La facciata principale, scandita dal ritmo serrato delle finestre si rivolgeva verso il centro abitato, mentre l’ampio cortile interno si apriva scenograficamente verso la verdeggiante vallata.
Oggi, al posto dell’edificio di Filippone, sorge una struttura ispirata a quella originaria dell’architetto, sostanzialmente basata su disegni originali conservati nell’archivio Filippone (restauro per anastilosi).
LA MOSTRA:
A cura di: Manuel Carrera, Giulia D’Angelo, Silvia D’Ecclesia, Giulia Foscolo, Riccardo Gandolfi.
Testi di: Alessandra Bertuzzi, Michele Brescia, Giulia Daniele, Alessandra Ferrarese, Michela Giraud,Giorgio Maccarelli, Maria Onori. Curatore grafico: Luigi D’Onofrio.
CONFERENZA:
21 novembre 2012, ore 10:30, Aula I “Adolfo Venturi”, Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma “Sapienza”
introduce
Iolanda Covre
Prof. Storia dell’Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma
Intervengono
Claudio Zambianchi
Prof. Storia dell’Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma
La Città Universitaria, una breve introduzione
Giorgio Muratore
Prof. Storia dell’Architettura, Sapienza Università di Roma
La Sapienza di Gaetano Minnucci: aspetti tecnici e funzionali del progetto piacentiniano
Ida Mitrano
Storica dell’Arte
Giuseppe Capponi e l’Istituto di Botanica e Chimica Farmaceutica,
un esempio di architettura razionale nella Città Universitaria
Carla Onesti
Architetto Responsabile del Settore Archivio Storico dell’Università La Sapienza
Il patrimonio architettonico della Città Universitaria nell’Archivio Storico dell’Università La Sapienza
Testi di: Alessandra Bertuzzi, Michele Brescia, Giulia Daniele, Alessandra Ferrarese, Michela Giraud, Giorgio Maccarelli, Maria Onori
Curatore grafico: Luigi D’Onofrio
PERCORSO DIDATTICO:
MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea
Piazzale Aldo Moro 5, (00185) Roma
19 – 23 novembre 2012, ore 15:00 – 19:00
INFO:
Giulia D’Angelo: cell.: 328 9460605.
Email: < sapienzarazionalista@yahoo.it >